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 Modelli di architettura mediterranea  Modelli di architettura mediterranea ............................................................................................................................................ L’architettura mediterranea, così denominata nella prima metà del Novecento, comprende gli archetipi della tradizione costruttiva delle coste spagnole e dell’Italia centro-meridionale, le architetture vernacolari greche e quelle arabe. I caratteri morfologici e tecnologici di queste tipologie edilizie, in qualità d’invarianti architettoniche, si pongono come punto di partenza nella definizione di strategie per una progettazione contemporanea di architetture sostenibili in dette regioni climatiche. Dai modelli tipologici dell’Italia meridionale, il Dammuso siciliano e il Trullo pugliese, si evince che la morfologia degli edifici s’imposta su una cellula base, il nucleo abitativo, la cui forma è quella di un parallelepipedo compatto. Ad esso si aggregano i corpi degli ambienti di servizio, di forma stereometrica, secondo una disposizione a grappolo o in linea, sempre orientati in funzione dell’orografia del terreno. È privilegiata l’esposizione a sud degli ambienti di vita della casa e degli spazi esterni (come patii o giardini recintati) per assicurare durante l’anno un controllo microclimatico all’interno e all’esterno dell’abitazione. In presenza di tessuti insediativi compatti si favorisce il controllo dall’intenso irraggiamento solare estivo attraverso spazi d’ombra generati da stretti vicoli che permettono di controllare il movimento del sole diurno e favorire la formazione durante le ore notturne di bacini d’aria raffrescamente. La morfologia delle cupole riduce l’azione riscaldante dei raggi solari in copertura in quanto favorisce il flusso di brezze ventose oltre a facilitare la raccolta dell’acqua piovana. L’altezza degli edifici è sempre rapportata alle dimensioni della pianta così da non accrescere il valore di rapporto tra superficie e volume. L’efficienza energetica dei modelli è quindi dovuta al corretto equilibrio tra compattezza e porosità dell’impianto morfologico, ma anche alla massa delle componenti murarie. La realizzazione di murature in pietra o laterizio, di sezione compresa tra 80 e 200 cm, consente di registrare in estate una temperatura costante di circa 26°C negli ambienti interni poiché la massa perimetrale agisce sfasando e smorzando i flussi di calore provenienti dall’esterno. Questo consente di limitare gli sbalzi termici negli ambienti interni in relazione alle escursioni giornaliere e stagionali del clima. Tale fenomeno è facilitato quando la copertura e le murature, in particolare quelle rivolte a sud, sono intonacate con calci chiare o bianche, poiché il basso valore di assorbenza del colore consente di allontanare parte della radiazione solare incidente, diminuendo così le temperature superficiali esterne dell’involucro. Il calore che si accumula durante il giorno nelle pareti, nella notte viene re-irraggiato verso il cielo, perché le superfici esterne calde a contatto con l’aria più fresca generano moti convettivi che allontanano il calore. In inverno l’elevata massa delle murature funge da efficace isolante termico mantenendo all’interno una temperatura che garantisce sempre comfort psico-fisico. La muratura esterna presenta piccole e sporadiche aperture, oltre alla porta d’ingresso; attraverso queste è garantita l’illuminazione degli ambienti interni in entrambe le stagioni, assicurando protezione dall’incidenza diretta dei raggi solari in estate. Le aperture principali sono quasi sempre orientate verso meridione, al fine di sfruttare la luce e il calore proveniente dall’esterno. Le finestre, in particolare nel Dammuso, hanno dimensioni di 40x50 cm e sono posizionate ad un’altezza di circa 180 cm, così da ottenere un’illuminazione diurna tenue e facilitare il raffrescamento naturale negli ambienti interni, per lo più durante la notte, così da consentire il superamento del caldo estivo. In estate, nel Trullo, si utilizza la canna fumaria del focolare per ventilare naturalmente, favorendo con moti ascensionali l’espulsione dell’aria calda per richiamare aria fresca dalle piccole aperture. ............................................................................................................................................  NOTE Ricerca a cura di Valentina Radi, svolta all’interno della tesi del XXII ciclo del Dottorato in Tecnologia dell’Architettura (Facoltà di Architettura di Ferrara, IUAV di Venezia e Facoltà di Architettura di Cesena), dal titolo “Architettura, Involucro ed Energia: abitare ad alta efficienza energetica nelle regioni mediterranee”. DIDASCALIE Immagine 1 Dammuso di Pantelleria (fotografia di Dario Lorenzetti). Planimetria di Dammuso presente in località Favarotta (a destra). Legenda: 1. sala; 2. cucina; 3. forno (furnu con cuffularu a fianco); 4. alcova (arkova); 5. camerino (Kammarino); 6. stalla.
Immagine 2 Funzionamento ambientale del dammuso, in stagione estiva, il 21 giugno alle ore 12:00. Immagine 3 Panoramica di un insediamento con Trulli pugliesi (a sinistra). Planimetria di trullo nei pressi di Alberobello (a destra). Legenda: 1. ingresso; 2. cucina; 3. soggiorno; 4. letto; 5. deposito; 6. conigliera. Immagine 4 Comportamento ambientale del trullo il 21 giugno alle ore 12:00. ............................................................................................................................................ |
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